Intervista a Chiara, Roche Pharma

Nome:

Chiara

Laurea:

Medicina e Chirurgia, specializzazione in Reumatologia

Che ruolo ricopri in azienda?

Medical Manager

Il mio motto è

“Il successo è poter coricarsi ogni sera con l’animo in pace. ” P. Coelho

Qual è il tuo percorso professionale in Roche?

Da tre mesi ricopro il ruolo di Medical Manager, dopo un’esperienza in una clinica ospedaliera.

Che bilancio fai della tua esperienza finora realizzata?

Assolutamente positivo: sto acquisendo ogni giorno competenze professionali nuove e che spaziano in diversi campi, da quello prettamente scientifico fino ai rapporti coi colleghi del marketing.

Vale la pena lavorare in Roche per …

… partecipare attivamente ad un progetto di ricerca e sviluppo che mette sempre al centro il paziente e che fa dell’informazione scientifica un suo caposaldo, senza sottovalutare il clima sereno e l’ottimo lavoro di team che ti permettono di lavorare sorridendo ogni giorno.

Il mio viaggio ideale

Un viaggio nella natura, cambiando ogni giorno meta tra paesaggi sconfinati e culture differenti. Il sogno nel cassetto che non ho ancora aperto è arrivare a vedere l’alba dalla cima del Kilimangiaro.

Il mio sport preferito

Quello che avvicina l’uomo al cielo: l’alpinismo.

Come hai conosciuto Roche?

In corsia di Reumatologia Pediatrica, dopo aver visto gli effetti positivi dei nostri farmaci sui pazienti.

Come sono i tuoi colleghi?

Sono allo stesso tempo colleghi e maestri di lavoro, compagni di chiacchiere, amici.

Descrivi il tuo lavoro in una frase

In tre mesi penso di averne scoperto solo una parte e sono entusiasta di aggiungere dettagli diversi ogni giorno, e una frase dovrebbe contenere troppe virgole per poterli elencare tutti!

In che modo Roche ti sostiene nella tua crescita professionale?

Costruendo insieme a me la mia figura professionale che non è la mera copia di una “job description”, ma un insieme di “objectives” e “accountabilities” che crescono e si modificano con me.

'Doing now what patients need next’ significa impegnarci ora, lavorando al massimo delle nostre possibilità, per far fronte ai bisogni dei pazienti, compresi quelli tuttora inespressi.

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